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ATTENZIONE… il blog si è trasferito!

18 maggio 2011

AVVISO per tutti i nostri affezionati lettori

Da oggi in avanti non pubblicheremo più post in questo spazio.
Ci siamo infatti trasferite su blogspot, per cui da ora in avanti potrete seguirci al nuovo indirizzo:

http://duetesteequattrofornelli.blogspot.com/

Zagara e Nisetta

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Focaccia con zucchine, aglio e noci

17 maggio 2011

Ecco qua un’altra faccia da focaccia, ma questa volta salata! Il protagonista è sempre lui: Tobi il nostro amico lievito madre e qui è combinato con il sapore delle zucchine, delle noci, dell’aglio e dell’olio d’oliva!

Le dosi sono “a occhio”, ma cercherò di darvi delle indicazioni comprensibili (non come mia nonna che diceva “un po’ di questo, ma un poco di più di quell’altro”).

Ingredienti: una ciotola di zucchine trifolate (con olio e, se vi piace, un poco d’aglio), 50 g di gherigli di noci, circa 300 g di farina, due cup (tazze) di lievito madre, un poco d’acqua, qualche cucchiaio d’olio d’oliva, sale, spicchi d’aglio completi di pelle.

Come già detto negli altri post, potete sostituire il lievito madre con una pastella densa di farina e acqua, a cui avrete aggiunto un pezzetto (4 o 5 g) di lievito di birra. lasciategli il tempo però di gonfiarsi prima di utilizzarla.

Impastate il lievito madre con l’olio, l’acqua, la farina ed il sale. Deve risultare un impasto della consistenza della pasta da pizza. Incorporate anche le zucchine e le noci e lasciate lievitare per un paio d’ore o più, a seconda della stagione. al momento di infornare infilate nella superficie gli spicchi d’aglio con la buccia. L’aglio nel cuocere rilascerà il suo aroma, ma al tempo stesso non sarà nella focaccia. Chi lo ama potrà avere la soddisfazione di spelarsi uno spicchio cotto in forno. Io non sono un’amatrice, ma pare siano deliziosi (così mi hanno detto).

cuocete a 180° per una mezz’ora circa e sfornate. potete mangiarla calda, oppure utilizzarla fredda per fare dei tramezzini. Col formaggio lega benissimo, soprattutto con il brie!

Insalata di avocado e fagioli rossi

16 maggio 2011
by

Insalata di avocado e fagioli rossi

Oggi vi propongo un’insalata assolutamente vegana a base di un frutto di origini tropicali, ma che ormai è divenuto un alimento comune anche sulle nostre tavole, l’avocado.
I miei primi ricordi che lo vedono protagonista in tavola, risalgono all’infanzia. Mio padre era infatti solito preparare questo strano frutto (se tale si può chiamare visto che per sapore e colore assomiglia più ad un ortaggio) per le cene eleganti, per intenderci quelle dove si tiravano fuori i piatti del servizio buono e i bicchieri di cristallo. L’avocado veniva svuotato per benino e la sua polpa veniva tagliata a tocchetti e servita come antipasto con salsa rosa e gamberetti in coppette foderate di lattuga.
E così l’avocado per associazione, nel mio immaginario, diveniva l’ingrediente perfetto per le cene importanti e un po’ formali.
La ricetta che vi posto oggi, ovviamente, non prevede i gamberi, ma è altrettanto corposa, anche se forse un po’ più rustica, a causa dei fagioli rossi ed è perfetta come antipasto o piatto unico.

Ingredienti: Un avocado maturo, fagioli rossi precedentemente cotti, cipolla, peperoncini verdi dolci, qualche foglia di lattughino per decorare, pepe, olio extravergine d’oliva, succo di limone.
Procedimento: Per prima cosa lavare e svuotare l’avocado senza rompere la buccia in modo da poterla poi utilizzare come “coppetta” per l’insalata.
Affettate quindi la polpa a fettine sottili o a cubetti, come preferite, e mettetela da parte spruzzandola con un poco di succo di limone in modo da non farla annerire. Tritate quindi la cipolla, tagliate a fettine due peperoncini verdi e fateli soffriggere tutto in poco olio. Quando la cipolla è ben dorata aggiungete i fagioli  ben scolati che avrete cotto precedentemente, lasciate ancora soffriggere tutto qualche minuto e salate.
Togliete quindi dal fuoco e poi aggiungete la polpa dell’avocato che avevate messo da parte. Condite con olio extravergine d’oliva e un po’ di pepe.
Servite fredda o appena tiepida dentro le copette fatte con la buccia dell’avocado, ricoperte con qualche foglia di lattughino.

Le crostate dei mesi

14 maggio 2011

Se ogni mese ha la sua frutta e la crostata vuole frutta fresca, allora ogni mese ha la sua crostata. Logico, no?

Le crostate di frutta fresca sono uno di quei piaceri “spirituali” che iniziano nell’incontro con l’occhio e continuano poi nel gesto di tagliare simmetricamente le fette e di spostarle con attenzione, quasi fossero opere di fragile bellezza, nel piattino, fino al momento del lento assaporare un pezzetto dopo l’altro, un frutto dopo l’altro. Non sono difficili e spesso quello che serve per realizzarle è solo l’idea dell’armonia dei frutti e dei colori. Proprio il gioco dei colori e dei profumi delle stagioni sarà la costante delle crostate che via via vi proporremo, spesso più per la loro bellezza che per una vera originalità della ricetta… una crostata dopo l’altra, man mano che gli alberi offrono le loro frutta.

Maggio:fragole
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
p p
P p p

Patate al latte e formaggio gratinate

13 maggio 2011

Ieri sera avevo voglia di latte e patate e così ho preparato un classico della mia cucina, uno sformato assolutamente antisalutista e vagamente ispirato al Gratin dauphinois.

Rispetto al famoso piatto vegetariano della cucina francese,  la mia versione è un po’ più rapida (non necessita della doppia cottura delle patate) e più corposa per via della grossa quantità di formaggio filante.

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Patate gratinate al latte e formaggio

 Data la portata calorica e la capacità di saziare io lo considero un piatto unico, da accompagnare solo con un antipasto leggero o un buon dolce. Ma se lo servite in modiche quantità è perfetto anche come contorno per un secondo leggero o come antipasto per stuzzicare l’appetito.

Le dosi non so dirvele con precisione, perché le preparo sempre ad occhio, per cui vi dirò solo gli ingredienti e poi regolatevi in base alla quantità di patate che utilizzerete.

Ingredienti: Patate, latte, panna liquida (meglio quella fresca), aglio, burro, noce moscata, grana grattugiato, proveletta o emmental (quello che avete in casa o vi piace di più) grattugiato o a fettine sottili, pepe.

Procedimento:  Sbucciate la patate e poi tagliatele a fettine sottili aiutandovi con una mandolina.

In un pentolino fate riscaldare un po’ di latte insieme ad uno spicchio d’aglio, una spolverata di noce moscata e un po’ di sale. Appena arriva a bollore spegnete e aggiungete la panna (le proporzioni di latte e panna sono le stesse, per cui aggiungete tanta panna quando latte) e fate scaldare ancora un poco senza però far bollire.

Preparate quindi una teglia rotonda dai bordi alti, foderatela di carta da forno e poi imburratela per bene (bordi compresi). Iniziate quindi a porre sul fondo uno strato di patate disponendole in modo che non si sovrappongano.

Spolveratele quindi con uno dei due tipi formaggio e poi ricoprite con uno strato del composto di latte e panna. Continuate ad alternare strati di patate e di formaggio (altenando i due tipi) e latte fin quando la teglia non sarà piena.

Spolverate infine con un’ultima manciata di formaggio che in cottura formerà quella bella crosticina tipica.

Cuocete in forno per almeno un’ora (o meglio fin quando l’acquetta di cottura che le patate rilasceranno non si sarà asciugata) alzando la temperatura nell’ultimo quarto d’ora in modo da far gratinare per bene le patate.

Buon appetito!

Crema di melanzane affumicate

11 maggio 2011

Lo so che è un classico della cucina mediterranea e che già la conoscete ma… adoro questa crema!!!!! Ecco come potete farla in casa, anche in mancanza di un fuoco con della cenere in cui cuocere le melanzana.

Ingredienti: delle belle melanzane, sale, olio d’oliva, yogurt e basilico per guarnire (facoltativi), carta stagnola

Lavate e asciugate le melanzane. Ritagliate degli ampi pezzi di stagnola e avvolgete le melanzane come chiudereste un sacchetto di confetti: ripiegando tutti i lembi verso l’alto. Ponete il cartoccio direttamente sulla fiamma del gas, eventualmente posandolo su uno spargifiamma (aiuta ad evitare che la stagnola si rompa). Abbassate la fiamma e lasciate cuocere per una mezz’oretta, senza preoccuparvi se la stagnola si annerisce. Alla fine togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.

Quando è freddo, aprite il cartoccio, tagliate la melanzana e prelevatene tutta la polpa. Vedrete che è tenera ed ha un lieve profumo affumicato. Frullate la polpa e salatela leggermente. Infine versatela nel piatto di portata che avete scelto, gurnita con un filo d’olio d’oliva e, se vi piace, un poco di yogurt greco e un ciuffetto di basilico.

È un fantastico antipasto, leggero e sfizioso, soprattutto se accompagnato da pane tostato o dai tipici pani arabi.

falsi Canederli di melanzane

10 maggio 2011
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La ricetta che vi presento oggi rappresenta l’inganno peggiore che ho orchestrato alle spese dell’ignaro FOM… infatti quelli che a prima vista potrebbero sembrare degli innocentissimi knodel, altro non sono (tanto per cambiare) che le sue odiatissime melanzane camuffate!

Falsi Canederli di melanzane!

I canederli di per sé sono un piatto sicuramente invernale e molto, molto nordico. Per cui l’aggiunta della melanzana, così mediterranea ed estiva, crea un mélange non da poco, in pieno stile fusion… insomma un vero e proprio falso gastronomico!

Dosiuna grossa melanzana,  un uovo, 50 gr. circa di parmigiano grattugiato, 25gr. circa di pecorino grattugiato,  del pane raffermo sbriciolato (in alternativa va bene anche del pangrattato), sale, noce moscata, aglio (facoltativo), burro, brodo.


Procedimento: il procedimento è molto simile a quello per preparare le polpette di melanzana.
Per prima cosa 
sbucciate la melanzana (lasciando qualche pezzetto di buccia qua e là) e poi tagliatela a tocchetti. Prendete una casseruola e fate bollire la melanzana in abbondante acqua fino alla cottura. Quando è cotta scolatela e pressatela in modo da far uscire l’acqua. Quindi schiacciatela grossolanamente con una forchetta.

Riponete la melanzana schiacciata in una ciotola e, una volta intiepidita, aggiungete l’uovo leggermente sbattuto, un pizzico di sale, metà del parmigiano grattugiato, tutto il pecorino, un pizzico di noce moscata macinata e mezzo spicchio d’aglio ben tritato e schiacciato. Mescolate il tutto in modo da avere un composto abbastanza denso e omogeneo. A questo punto aggiungete del pangrattato (o mollica) fin quando non otterrete un composto abbastanza sodo da poter fare delle polpette della grandezza dei normali knodel.

Mettete quindi sul fuoco una pentola con del brodo di verdure che avrete avuto l’accortezza di preparare prima (se potete non usate il brodo di dado, perché, appunto, sa di dado) e quando bolle per bene versateci dentro i vostri falsi knodel.

Quando son ben cotti serviteli caldi, ricoperti di burro fuso e spolverati con la metà del formaggio grattugiato rimasto. In alternativa, se fa freddo (quindi in inverno), potete servirli anche con un po’ del brodo di cottura.

Sono decisamente calorici, ma vi assicuro che ne vale la pena!