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Perché non faccio il pane in casa

31 marzo 2011

Il pane che è in questo cesto l’ho fatto io, ma io non faccio il pane in casa. Paradosso? Menzogna? Contraddizione? Forno in giardino anziché dentro casa? Naaaaa!!!!! Niente di tutto ciò. Semplicemente… diciamo… polisemia!!! Pane è il nome PROPRIO (proprissimo!!!!) sia di quelle belle forme fragranti che il fornaio fa con grande maestria ogni giorno, con miscele di farine e forni appositi, sia di sfiziosità particolari con cui di tanto in tanto mi capita di gingillarmi nella preparazione di un menù. Detto in modo più chiaro: il pane normale lasciamolo fare ai fornai che sono più bravi!

Sono eretica? Certo, per patrimonio genetico e per vocazione. LO SO che siamo in piena era di macchine per fare il pane in casa e che è una cosa che dà grande soddisfazione! Ciononostante ribadisco che i fornai sono più bravi e da parte mia mi limito a impastare qualche panino speciale per accompagnare gli antipasti. Vero, faccio anche le pagnotte col lievito madre … ma solo perché del lievito madre devi pur fartene qualcosa!!!! Ecco quindi come è nato il cesto che vedete: pane di Tobi (il lievito madre), panini ai ciccioli, panini alla cipolla e pane nero… perché da noi il meraviglioso pane nero che c’è oltre le Alpi difficilmente si trova!!! Il tutto accompagnato da un’agliata in puro stile medievale e del burro aromatico da spalmare!

Dato che NON faccio il pane, non posso spiegarvi come faccio il pane. Ha senso, no? O forse oggi sono solo pigra a scrivere? Però se non siete vampiri vi posso parlare di come si fa l’agliata…

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8 commenti leave one →
  1. Zagara permalink
    31 marzo 2011 9:49 pm

    Beh che i fornai siano più bravi a fare il pane sicuramente è vero… e anzi aggiungerei che alcuni fornai sono più bravi di altri, soprattutto in alcune zone del mondo e che c’è Pane e pane… ma non vorrei scatenare una diatriba contro i panificatori “nebbiosi” per cui mi fermo qui 🙂

  2. onnivora ma piddicchiusa permalink
    1 aprile 2011 6:13 pm

    il mio pane con i semi (girasole, papavero, ecc.) non lo batte nessun fornaio tsè!!!
    il problema è che loro lo fanno tutti i giorni e io adesso nella microcasa non ho un forno ma un fornetto che non ha sufficiente dignità per poter cuocere i miei panini. ma dei fornai in generale un po’ diffido. non so se passando dalle panetterie la mattina presto avete dato una occhiata alla porticina del retro ai cestini dove mettono il pane e a chi li porta dalla panetteria a furgoncino…. serve che mi spendo in dettagli? sapete dove voglio arrivare: l’igiene di certi panifici mi sembra peggiore della fama tanto brutta che hanno (e spesso immeritatamente) i ristoranti cinesi in italia.
    perciò non la scampi cara nisetta. anche se pensi che i fornai fanno il pane meglo di te, verremo comunque a svuotarti la dispensa e a mangiare tutti i tuoi panini bellissimi!!! 😉

  3. nisetta permalink
    1 aprile 2011 6:23 pm

    Onnivora ti prego no! non indirizzare il tuo iperigienismo verso il mondo dei fornai!!!! ti dico che ti fai del male da sola!!!!
    Zagà prima o poi ti porterò in trasferta in uno dei posti più nebbiosi in assoluto della Terra delle nebbie e ti farò fare una gita turistica inedita in un mondo alternativo, senza pretesa di assoluti, convinto dell’eccellenza del pane fatto con la propria acqua e aria e non particolarmente amante di alternative “esotiche” (parole loro). …e giusto per dare un’altra prova di relativismo panereccio, aggiungerò che io ODIO IL PANE TOSCANO e lo scrivo attendendo irate proteste che QUELLO è l’unico vero pane… 😉

    • Zagara permalink
      1 aprile 2011 11:41 pm

      Eh no, eh! L’unico vero pane è quello SICILIANO!!!! E ovviamente non mi riferisco a quella roba che, fra le nebbie, spacciano per pane “tipo siciliano”… ma al VERO PANE SICILIANO nelle sue migliaia e migliaia di varianti con sesamo, senza, a sfilatino, a pagnotta, di grano duro, morbido, al burro, al latte, di “cena”, gonfio, piatto, con poca mollica, con tanta mollica ecc. ecc.

      Tutto il resto è solo imitazione in senso platonico (in verità di tanto in tanto, giusto perché l’eccezione conferma la regola, concedo qualche diritto a fregiarsi del titolo di “pane” anche alle vere baguette francesi e al pane nero o con i semini d’oltralpe… e a qualche tipo di pane casereccio che di tanto in tanto si trova sparso per le campagne italiane del tutto fortuitamente)…

      Per Onnivora: se i fornai nostrani ti scatenano “l’igenismo”, le baguette parigine portate sotto le ascelle che reazione ti suscitano?!? 🙂

      • nisetta permalink
        2 aprile 2011 3:31 pm

        Dogmatica.

        • Zagara permalink
          3 aprile 2011 5:39 pm

          Molto, moltissimo dogmatica…
          del resto se non si è dogmatici non si può essere sorpresi ed è invece così bello essere stupiti da ciò che non ci si aspetta 🙂

  4. nisetta permalink
    4 aprile 2011 6:21 am

    Ok, allora ufficiamente dogmatismo contro scetticismo… e ovviamente da scettica non posso condividere quello che scrivi nell’ultimo post 😉

    • Zagara permalink
      4 aprile 2011 11:46 am

      E da scettica non puoi neanche condividere quello che dici tu stessa… per cui alla fine ho ragione io 🙂

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